Ecco la pagina ufficiale dell’universita. Leggendo ci siamo posti delle domande che abbiamo inoltrato agli organi ufficiali dell’universita’. Vi terremo aggiornati sulle risposte.
Quesiti
Come mai uno studente al secondo (o terzo) anno fuori corso deve pagare 81€ in piu’ di uno studente in corso o al massimo al primo anno fuori corso?
Assodata la precarieta’ dell’infrastruttura tecnologica in Italia e con il grave problema del digital divide, come avete fatto a ritenere opportuno di creare una procedura interamente on line?
Sulla base di quale teoria sull’accessibilita’ avete ritenuto opportuno dover far “stampare direttamente da SIFA ON LINE” i bollettini di versamento MAV. Io personalmente non ho una stampante, e non mi ero mai sentito discriminato per questo prima d’ora!
Se “non è prevista la consegna delle ricevute dei versamenti“, come è previsto che uno studente possa dimostrare di aver effettuato il pagamento? Personalmente sia il primo che il terzo anno mi era stato notificato (in biblioteca dopo il blocco della mia utenza) di non essere in regola con i pagamenti. Dagli uffici universitari risultava che io non avevo effettuato i pagamenti! Grazie alla ricevuta che avevo ben consevato potetti dimostrare il contrario e fui riabilitato.
UPDATE 1: A dimostrazione di quanto detto nel punto 2, ecco cosa abbiamo riscontrato accedendo al Sifa On Line:
“Il servizio non è al momento disponibile a causa dell’elevato numero di utenti collegati. Si prega di riprovare più tardi. Grazie.”
UPDATE 2: A dimostrazione di quanto detto nel punto 2, ecco un’altro problema che abbiamo riscontrato in Sifa On Line:
“Il servizio è sospeso per problemi di comunicazione con il server. Non appena possibile il personale ne provvederà il ripristino.”
Buongiorno, alcuni utenti ci hanno informato di aver ricevuto un messaggio di posta elettronica avente come mittente “UNIMIB.IT TEAM” e riportante un indirizzo associato del nostro dominio di posta (helpdesk@unimib.it), madi fatto non esistente.
Nel testo, scritto in lingua inglese, viene richiesto di rispondere al messaggio fornendo i propri username e password e minacciando una disattivazione dell’account dell’utente nel caso questa operazione non venga effettuata.
Questo messaggio è una frode di tipo phishing, e fornendo il nome utente o la password si diventa vittime di un furto d’identità rischiando di esporre a rischi anche altre persone.
È nostra premura informare gli utenti che MAI DAI SISTEMI INFORMATIVI O DA ALTRI UFFICI DI QUESTO ATENEO VERRÀ RICHIESTO DI COMUNICARE LA PROPRIA PASSWORD, in quanto dato riservato e segreto.
Si esortano quindi gli utenti a non rispondere a questo tipo di messaggi e a non cliccare i collegamenti in essi contenuti.
Nel caso in cui qualche utente abbia invece incautamente risposto al messaggio o cliccato sul link, è necessario che lo comunichi subito ai Sistemi Informativi, in modo che vengano adottati gli adeguati provvedimenti.
In caso di dubbi o problemi, vi preghiamo comunque di contattare i Sistemi Informativi ai seguenti recapiti:
Quando i giovani si interessavano al mondo in cui vivevano, quando i giovani lottavano per plasmare il loro contesto come loro lo preferivano, gli esami erano o scritti o orali. Semplice no? Oggi che gli studenti sono distratti da mille cose, quando vogliono sapere di che morte dovranno morire per superare un esame, aprono internet e cercano. Poi lo trovano, ed ecco in cosa si imbattono: “Modalità di esame: L’esame si articola in prove teorico-pratiche”
Ma che interessante presa per culo! Ed io che credevo che la modalita’ non fosse una prova teorico-pratica ma ben altro! Ora si che mi è chiara la modalita’ d’esame!
Ma cerchiamo di capire come mai non c’è chiarezza nelle modalita’ d’esame.
Punto num 1: ad ogni governo, non c’è santi che possa fermare i politici dal ridefinire secondo loro come devono funzionare le cose, e quindi giu’ di decreti per fare riforme universitarie che null’altro fanno che scombussoalre gli equilibri gia’ fragili delle accademie italiane
Punto num 2: a furia di accorpare, smantellare, rimodellare, ridefinire, ridurre ed integrare gli esami, non si capisce piu’ chi deve insegnare cosa, in che modo e a quale fine. Si propinano un sacco di nozioni senza senso a ragazzi che ingoiano ad occhi chiusi come se la cultura fosse una medicina amara.
Punto num 3: gli studenti non sono compatti, non discutono fra loro, non si organizzano, non pretendono. Va bene se la scuola resta chiusa, cosi non andiamo e siamo giustificati. Va meglio ancora se danno a tutti il sei politico cosi ci livelliamo e siamo tutti piu’ contenti. Inutile perder tempo per cercare di capire come vanno le cose, tanto le cose non le puoi cambiare e continuano ad andare come vanno.
E poi ci chiediamo come mai la maggior parte di noi ha bisogno di uno psicologo! Siamo presi per culo ogni 5 minuti e per quanto il nostro inconscio ne possa soffrire, spesso non ce ne rendiamo neanche conto!
Molti studenti soprattutto matricole stanno cercando casa. Uno strumento che vorrei consigliarvi è kijiji. Dal seguente link potete accedere ai posti letto offerti in zona Greco/Bicocca. Personalmente consiglio alle matricole la zona Bicocca/Parco Nord essendo una zona verde, pulita, tranquilla, e comodamente collegata con il centro attraverso i mezzi pubblici.
Tra le novita’ degli strumenti c’è da ricordare “Gli annunci sulla Mappa” che pero’ non riesce neanche minimamente ad eguagliare il servizio di Google Maps.
Le matricole potrebbero avere delle difficolta’ a trovare una sistemazione dato che molti affittano posti letto preferibilmente a persone che hanno gia’ esperienze di condivisione.
Per qualsiasi problema o richiesta vi ricordo che potete lasciare un commento, ad esempio se avete una particolare esigenza… magari qualcuno che passa di qui conosce uno che conosce uno che ha la risposta al vostro problema
Uno studente dell’universita’ Milano Bicocca ci segnala di aver sviluppato un gioco di “hacking and learning”. Attraverso 20 livelli, è possibile imparare e al tempo stesso sperimentare e testare le proprie conosceze tecniche. Non è richiesto essere gia’ un hacker, sfruttando il forum ufficiale del gioco è possibile chiedere aiuto a ragazzi piu’ esperti. Un gioco divertente e utile al tempo stesso. Per chi riesce a finire il gioco ci sono diverse offerte di lavoro per il mondo reale
Uno studente dell’universita’ di Milano Bicocca, che sicuramente negli anni avra’ conseguito la laurea, segue le lezioni “a modo suo” e si lascia filmare dai suoi amici per immortale la sua epica demenzialita’. Un giovane ragazzo nordico, uno dei tanti… della serie: le scuole del sud non funzionano, e bla bla bla giu’ con i soliti luoghi comuni.
vi scrivo per informarvi di una delle cose che sta facendo il governo in
questa estate:
*DISTRUGGE L’UNIVERSITÀ PUBBLICA !! ! !!
*Se non leggete questa mail o non la girate a tutti quelli che conoscete
l’Italia diventerà un posto peggiore
e voi potreste non avere i soldi per finire i vostri studi.
Il 25 giugno è stato emanato il decreto legge 122/8 che sostanzialmente dice
le università pubbliche sono un peso inutile sulle casse dello stato e di
conseguenza obbliga gli atenei a rimpiazzare i dipendenti che perde (per
pensionamento per esempio) solo al *20% per i prossimi 3 anni* (2009-2012) e
al *50% a partire dal 2013*. Questo significa che per poter assumere un
dipendente da mettere allo sportello della segreteria dovranno prima andarne
in pensione 5. Il blocco riguarda anche i professori quindi prima di
assumere un Ordinario se ne dovranno licenziare (o pensionare) 5, quindi se
qualcuno di voi avesse in mente di intraprendere la carriera accademica
sappia che prima di assumere 2 ricercatori si devono licenziare 5 Ordinari,
perchè nel bilancio se un ordinario pesa 1, l’associato pesa 0,7, il
ricercatore 0,5 e il personale non docente 0,3, segue che per promuovere un
associato a prima fascia si dovrà aspettare il pensionamento di 3
ricercatori.
Il blocco delle assunzioni comporta un grosso risparmio per le casse dello
stato, beh questo risparmio è già stato calcolato e quindi è già prevista
una riduzione dei finanziamenti del ministero alle università che inizierà
il prossimo anno con circa *300 milioni di euro* per poi crescere negli anni
successivi per arrivare ad un totale di un* miliardo e rotti* nell’arco
della legislatura. Considerate che attualmente ogni anno lo stato stanzia
all’incirca *7 miliardi di euro* per il fondo di finanziamento ordinario
ch’è la prima voce di bilancio degli atenei italiani.
Sicuramente c’è da dire che molti atenei hanno troppo personale e
probabilmente sprecano troppo però non è possibile prendere una misura di
questo tipo, la bicocca per esempio non ha un tale surplus di personale da
potersi permettere di sopravvivere senza sostituire i dipendenti che se ne
vanno, tanto che ad ogni maternità o malattia prolungata si blocca già
adesso la struttura di cui faceva parte.
Inoltre per favorire la fuga di cervelli si è deciso di *colpire i salari
dei professori* portando gli scatti di anzianità a tre anni invece che
biennali. Decisamente peggiore è la situazione del* personale non
docente*che con il contratto scaduto nel 2005 adesso di vede dimezzare
i fondi per
il ’salario accessorio’ (la quattordicesima) quindi un dipendente della
bicocca per esempio si deve da un momento all’altro *ridotto del 5% il suo
reddito annuo* che era stato calcolato in base al costo della vita prima
dell’immissione in circolazione dell’euro. Tengo a sottolineare che non sono
previsioni catastrofiche ma so che il fondo per il salario accessorio dei
dipendenti della bicocca passerà da circa 2 milioni di euro nel 2008 a 1,2
milioni del 2009.
Il decreto offre una via di scampo alle università italiane, quasi un
ricatto direi. Per non morire subito posso decidere di costituirsi *
‘fondazioni’*, cioè….bho non è ben chiaro cosa dovrebbe succedere.
Principalmente smetterebbero di essere enti pubblici ma rientrerebbero
nel *diritto
privato*, si aprirebbero maggiormente ai finanziamenti esterni da cui
diventerebbero dipendenti perchè si ridurrebbe ancora il finanziamento
statale. I privati in cambio potrebbero partecipare al governo della
fondazione che avrebbe tutte le proprietà dell’ateneo al momento della
costituzione della fondazione, quindi verrebbero *privatizzate anche le
proprietà degli atenei* senza essere nemmeno vendute.
Se siete interessati al destino delle* facoltà scientifiche* sappiate che
probabilmente saranno le aziende a decidere i temi della ricerca, il che
significa fine della ricerca di base.
Se siete interessati al destino delle *facoltà umanistiche*, chiedetevi
quale azienda potrebbe aver interesse ad investire su di loro e traete le
vostre conclusioni.
Se siete interessati al destino del *Poli*, anche se non ho informazioni a
riguardo penso che il passaggio a fondazione potrebbe essere molto veloce
perchè forse è proprio nelle facoltà di ingegneria che le aziende hanno più
interessi.
*Se siete interessati al destino degli studenti, sappiate che le fondazioni
non avranno più nessun limite alla quota di contribuzione degli studenti ed
essendo enti privati (anche se finanziati in parte dal ministero) avranno la
possibilità di chiedere già tra un paio d’anno n mila euro di retta*
Questo significa che l’università tornerà ad essere *elitaria* e solo per
chi ha i *soldi per potersela permettere*, che chi vorrà la laurea dovrà
probabilmente accendere un* mutuo per pagarsi le rette annuali* e che buona
parte dei professori verrà licenziata o che comunque il corpo accademico
subirà nei prossimi anni un ridimensionamento proporzionale a quello degli
studenti.
Il decreto legge porta la data del 25 giugno e quindi passerà dalle camere
entro il 24 agosto, la protesta a settembre potrebbe non avere già più
senso. In ogni caso se questo testo dovesse diventare legge la protesta ci
sarà, molti atenei minacciano di bloccare la partenza del prossimo anno
accademico. Per ora non posso che chiedervi di firmare le petizioni che sono
già partite e di far girare l’informazione a tutti quelli che conoscete.
Grave episodio di censura e discriminazione oggi all’Università degli Studi Milano Bicocca, dove il rettorato ha improvvisamente vietato una conferenza sui rapporti fra società e sessualità alternative. L’incontro, organizzato dal gruppo studentesco del Kollettivo Omosessuale Bicocca (www.kobmilano.it) e ironicamente intitolato “Master in Bicocca? No, slave!”, faceva parte di una serie di conferenze patrocinata dall’Ateneo, che aveva confermato l’approvazione formale già da dicembre scorso.
La revoca dell’approvazione è giunta senza preavvisi alle 13, appena un’ora e mezza prima dell’inizio della conferenza. È bastata una COMUNICAZIONE VERBALE del rettorato, e le guardie hanno provveduto a stracciare i volantini dell’iniziativa e chiudere l’aula preposta all’incontro, lasciando fuori circa 200 spettatori perplessi.
A lasciarci interdetti è stata anche la motivazione ufficiale:
attribuita inizialmente alla scarsa idoneità delle immagini scelte per pubblicizzare l’evento (un paio di manette e uno stivale fetish), ritenute non consone all’ambiente universitario.
In seguito è stata censurata la asserita banalizzazione della tematica per come emerge dalla realizzazione grafica prescelta, ma nonostante le sollecitazioni degli organizzatori dell’incontro
l’Università non ha rilasciato alcuna tempestiva comunicazione ufficiale o scritta (è giunta verso le 18, dopo diverse sollecitazioni),
lasciando tutti nell’imbarazzo di dovere annullare l’evento senza poter fornire ulteriori informazioni.
Occorre richiamare l’attenzione sull’articolo firmato da Paolo Apice, pubblicato oggi, 5 giugno 2008, sul Corriere della Sera relativo alla suddetta conferenza, sicuramente balzata agli occhi del rettorato nella rassegna stampa quotidiana.
Detto articolo, di una superficialità disarmante, offensivo sia per gli organizzatori che per l’immagine dell’Ateneo stesso, si commenta da solo.
Rimane tuttavia un forte dubbio su quanto sia casuale la concomitanza tra questa pubblicazione e la censura avvenuta, dato che la pubblicizzazione era iniziata due settimane prima. Lascia esterrefatti che l’Istituzione, anziché difendere il proprio operato, abbia voluto dissociarsi da quello che è in realtà un autorevole convegno scientifico.
I veri contenuti della conferenza avrebbero infatti dovuto riprendere un analogo intervento dei relatori al Convegno della Federazione Europea di Sessuologia, tenutosi in aprile a Roma con la più calorosa accoglienza della comunità scientifica internazionale. Fuori discussione anche l’autorevolezza degli intervenuti: Ayzad è un giornalista autore di BDSM –Guida per esploratori dell’erotismo estremo, un manuale di 800 pagine adottato come testo di studio anche all’Associazione Italiana di Sessuologia e Psicologia Applicata, mentre il prof. Alberto Caputo è uno psichiatra e uno dei massimi studiosi italiani nel campo delle parafilie.
“Mi dicono che parte del problema sia stato dovuto all’indicazione del mio sito Web, www.ayzad.com, sul materiale promozionale,” ha dichiarato Ayzad. “Forse per qualcuno potrà essere scandaloso, ma resta la fonte Internet di informazioni sull’erotismo estremo più consultata nel nostro Paese. È la prima volta che incontro un simile comportamento di censura, e sono amareggiato che accada proprio in un luogo nato per il libero scambio di idee e l’incontro di culture.”
“Siamo stupefatti perché ci hanno comunicato il blocco solo un’ora prima, oltretutto unicamente a voce e con motivazioni del tutto inconsistenti. L’Università si sarebbe fatta una migliore pubblicità lasciando che la conferenza avvenisse e mostrasse di essere un evento ben preparato ed interessante,” dice invece il KOB.
“Passato lo shock”(nei limiti del possibile), gli studenti hanno comunque già deciso di fissare una nuova data per l’evento con il benestare dell’Ateneo. Il giorno è ancora da definirsi.
Esistono diverse strade da prendere dopo la maturità, e ognuna di esse è sbagliata per chi la sceglie. Sempre.
ARCHITETTURA\DESIGN: essa viene presa in considerazione dalle persone brave a disegnare o che vogliono progettare la propria casa in futuro. C’è chi pensa che si tratti dell’educazione tecnica che si faceva alle medie(durante la quale invece di disegnare proiezioni ortogonali uno si studiava le materie delle ore dopo). Attenzione! Questo è sbagliatissimo! Architettura è il covo della matematica! Lei è lì, in agguato dietro alle aste e ad i coni, se ne studia più qua che nella stessa facoltà di matematica! Non vi faranno progettare negozi di scarpe, ma calcolare distanze! E’ ignobile! E’ nascosta così abilmente poi!
E’ generalmente frequentata da: gay, froci, finocchi, nespole,lesbiche,lelle,donne assolutamente favolose o assolutamente oscene, uomini iperinfighettiti o radical chic con pashmina di ogni colore, sfigati cronici e punkabbestia con tanto di cani al seguito.
Gli illusi che vi si iscrivono cadono uno dopo l’altro, in preda agli spasmi, in crisi d’identità. si ritrovano con le matite tra i capelli e le unghie sporche di china, mangiano poliplat a colazione nel latte e mine al posto delle mentine. Escono alle 10 della sera da interminabili revisioni e meditano il suicidio mentre buttano nel tevere le tavole che evidentemente non andavano bene…
Sanno stare svegli nottate intere senza nemmeno accorgersene,hanno uno spiccato senso del dovere che si tramuta in capacità di scoprire i propri limiti. Non hanno bisogno di ubriacarsi quando vanno in discoteca, possono benissimo buttarsi sul cubo o sul primo che capita alle 10 e mezza, per loro è gia tanto essere stati fermi dall’entrata al guardaroba! Tornano a casa e si rendono conto che il loro plastico è li, implacabile a dargli il buongiorno. Capiscono che la vita è inutile se non sai creare un areoporto; si deprimono, e di solito verso il terzo anno decidono di iscriversi a letteratura, musica e spettacolo o scienze delle comunicazioni.
Chi ancora crede in un sogno passa al dams, scopre l’amore per le arti visive e si da al ballo. Diventa un ballerino di fila e porterà tutine bianche dove, durante le prove, disegnerà a matita schizzi di sale conferenze dicendo ‘però ero bravo’…
ECONOMIA: potete star sicuri che ci troverete molte persone convinte di uscire dalla facoltà con un impiego sicuro. Non è completamente sbagliato,ma bisogna arrivare alla laurea. Economia è un posto che varia di università in università, generalmente non è considerata facile, ma a volte ha gli esami con i test a crocette (tipo battaglia navale).
La frequentazione è solitamente composta da:
- ragazzi con gli occhiali, riga da una parte e cravattino che seguono il sogno del padre (che tristezza.);
- radical chic in cerca di notorietà;
- ragazze che escono fuori da delusioni d’amore.
C’è chi, accortosi dell’errore in tempo, si trasferisce da economia politica a scienze della moda e del costume diventando uno stilista gay dopo il terzo anno.
FARMACIA: ripiegano su questa facoltà gli studenti che non sono riusciti ad entrare a medicina. Essi si deprimono dopo tre giorni di corsi perché le famiglie gli rinfacciano di non essere riusciti ad entrare a medicina, perché gli studenti di matematica gli lanciano gli aereoplanini con le equazioni dalla finestra e perché non riescono a distinguere un’aspirina da un benagol(pena la riordinazione dell’archivio).
Chi riesce a laurearsi fa gavetta per dieci anni in una farmacia ad immaginare nude le ragazze che comprano i preservativi. Le ragazze che scelgono di fare farmacia si chiamano farmaciste, e ridono come forsennate quando una ragazza compra un test di gravidanza e vendono il maalox senza ricetta nella farmacia vicino alla stazione Termini.
Chi si accorge in tempo dell’errore, verso il terzo anno decide di riprovarci con medicina.
Quando fallisce, si iscrive a letteratura, musica e spettacolo.
FILOSOFIA: le personalità soggette a sdoppiamento, depressione cronica, domande sull’aldilà, crisi sessuali e con nove in condotta sono la frequentazione media della facoltà di filosofia. Gli studenti fumano erba nel cortile,nelle aule, con i professori, prima degli esami, durante gli esami e dopo gli esami (se ci arrivano con tutti i neuroni al loro posto).
I professori di codesta laurea sono tutti ex-sessantottini (i figli divulgheranno il verbo, non possono sottrarsi al destino), hanno sciarpe rosse e portano i sandali ai piedi anche con -2 a febbraio. Sono dalla parte degli studenti e vengono acclamati come ‘dei grandi’ dai frequentanti (che ipocrisia).
Lo studente medio di filosofia si accorge al secondo anno di aver fatto una cazzata, brucia libri e sacco di juta comprato per andare ‘contro il sistema’ e va ad iscriversi a letteratura, musica e spettacolo (portando con sé l’erba, ma cmq nudi!).
GIURISPRUDENZA: sono ancora in fase di studio le cause che portano un diciottenne ad iscriversi a giurisprudenza, se non sotto minaccia del genitore magistrato. Si ritrovano qui clandestini, calabresi (pressoché identici) e chi più ne ha più ne metta.
Di solito gli studenti che intraprendono questo viaggio verso il tribunale sono modaioli e le studentesse prendono trenta elargendo favori sessuali agli assistenti. Tutt’ora sorge un dubbio: tutte le fighe stanno a giurisprudenza o tutte quelle che vanno a giurisprudenza diventano fighe? No perché semmai cambio.
Verso il secondo, massimo terzo anno, al 45esimo tentativo di dare diritto privato, si iscrive a letteratura, musica e spettacolo.
INGEGNERIA: lo studente che decide di iscriversi ad ingegneria è consapevole del fatto che verso il terzo anno, se maschio, diventerà calvo. Molti non si lasciano spaventare dall’eventualità e arrivano alla laurea, sicuri che prima o poi 4-5 aziende di nonsochè si sveglieranno e si renderanno conto che il Politecnico ha sfornato un altro ingegnere pronto per svolgere le proprie mansioni strapagato, e gli basta un pc! Le ragazze che intraprendono il corso di studi di ingegneria vengono chiamate disadattate. Quando la calvizie è ormai incipiente, i più deboli scappano ad economia, pensando che la cosa si faccia più soft. Quando scoprono di aver fatto l’ennesimo sbaglio, si iscrivono a letteratura, musica e spettacolo.
LETTERE E FILOSOFIA: esistono molte branche di questa facoltà, non starò ad elencarle tutte. Gli studenti che decidono di frequentare questo tipo di corsi generalmente sono attirati dal fatto che in questo posto è pressochè impossibile trovare della matematica o fisica quantistica (ma esiste?).
Senonchè, verso i primi esami darebbero un braccio per risolvere un’equazione al posto di iscriversi ad un appello tramite il sito della loro facoltà. Iscriversi ad un esame di una facoltà lettere e filosofia è come giocare la schedina (la grafica del sito è più o meno la stessa): se hai culo ce la fai. Il sito a volte decide anche che alcuni corsi non esistono, lasciando lo studente spiazzato e in preda ad un dilemma: sarà più indolore una pistolettata o l’harakiri con la katana presa alla prima di Kill Bill?(lo studente di lettere e filosofia è spesso cinefilo o nerd).
Esiste una particolare facoltà degna di nota interna a lettere e filosofia: essa è Letteratura, musica e spettacolo, e chi la sceglie sa di andare tragicamente incontro ad un triste destino di disoccupazione; è nientaltro che il ripiego preferito di tutti quelli che sbagliano facoltà (cioè tutti gli altri che non ci si iscrivono subito) e il ritrovo degli abitanti del sud italia. E poi uno si chiede perché la disoccupazione cresce.
E’ raro che uno studente di lettere e filosofia cambi facoltà, ma in quel caso si iscrive all’università della musica anche se non sa nemmeno quante sono le note.
MEDICINA E CHIRURGIA: a medicina si iscrivono i pazzi. Quando gli danno il camice schizzano a casa tutti contenti a mostrarlo ai genitori e lo tengono sotto una teca di vetro alcuni aggiungono delle cinture al camice e fanno finta di essere maestri di arte marziale. Il Rocci è il loro piu caro amico, e sono consapevoli del fatto che per una morte o per l’altra la vita comunque finisce.
Chi non si ammazza il quarto anno, si laurea.
Generalmente i laureati sono tutti dei gran pezzi di fighi, belli, robusti,ipermuscolosi…
Che si imparino li le tecniche piu avanzate in fatto di estetica? Il tutto è però rovinato dalla loro incontrollabile mania di cattivo gusto: hanno una naturale predisposizione alle ciabatte bucherellate e man mano che continuano il corso di studi disimparano a scrivere.
Chi arriva al terzo anno con una vena che gli pulsa in continuazione, o scappa in Messico (con il camice) o si iscrive a letteratura, musica e spettacolo.
PSICOLOGIA 1 E 2: sono atenei in lotta da secoli. Si racconta che il giovane Siproite avesse defecato sui gradini di Psicologia 1 sacri al dio Priapo, perché aveva preso solo 18 ad un esame, e che avesse fondato Psicologia 2 per contrastare il potere che stava assumendo la già citata facoltà. Da quel giorno i due atenei non si diedero pace un attimo: amicizie che perduravano dalla nascita si ruppero a causa della scelta del corso di laurea da seguire, e vennero combattute ben 657 battaglie sino ad oggi, a colpi di righello e fotocopie di approfondimento.
Gli studenti che vi si iscrivono raramente arrivano al secondo anno (nel senso che rimangono traumatizzati a vita dalla violenza ricevuta dagli avversari).
Chi resiste e si laurea viene chiamato Highlander.
Da Psicologia non si può scappare, si rimane marchiati a vita, o ti laurei o finisci in un istituto di igiene mentale.
SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE: per secoli ci si è chiesti cosa si facesse all’interno di quelle quattro mura che portano codesto nome, e non si è mai giunti ad alcuna conclusione. Anzi, nemmeno chi vi si iscrive sa quale sia il suo ruolo all’interno dell’ateneo o quale sarà quello nella società. Gli studenti girano per i corridoi chiedendosi dove siano i corsi durante tutto il primo anno, al secondo decidono di iscriversi a letteratura, musica e spettacolo, almeno sono tre parole di uso quasi comune.
Chi permane fino alla laurea triennale scopre di aver vinto una carta da gioco totalmente inutile per la ricerca di un lavoro. Normalmente solo arrivati alla tesi ci si accorge dell’inutilità della suddetta facoltà e si inizia a prendere la vita con filosofia! Sappilo, per scherzarci sono i migliori…se non altro hanno autoironia!